giovedì 24 novembre 2022

Barbascura X. Saggio erotico sulla fine del mondo

 

 Barbascura X. Saggio erotico sulla fine del mondo. Mondadori, 2021


La lettura di questo libro provoca accessi di ilarità incontrollata frammisti ad ansia profonda e attimi di smarrimento e confusione.

Sembrano ottimi motivi per leggerlo? 

La risposta è: sono confusa. Oppure, la risposta è 42 (se l'avete capita, questa cosa del 42, credo che vi godrete ancora di più molte citazioni presenti in questo libro).

La verità è che il modo di divulgare di Barbascura X è bellissimo e anche quando parla di cose che dovrebbero farci rintanare in un angolo con la testa tra le ginocchia inondando il pavimento di lacrime, ci rende felici. O un pochino speranzosi. O semplicemente ci fa capire qualcosa di più.

C'è una trama, c'è un protagonista, c'è un computer saputello (e non si chiama Pensiero Profondo... capita la citazione?) e ci sono tantissime informazioni super importanti che dovete assolutamente leggere.

Oh, io ve lo consiglio, però non rispondo degli effetti che vi farà.

lunedì 21 novembre 2022

Kabul, crocevia del mondo

Kabul, crocevia del mondo.  Nico Piro, People, 2022


Quando ho iniziato a leggere questo libro, la guerra "di moda" (triste dirlo) era ormai un'altra.

Non era cambiato Nico Piro, il giornalista autore di questo libro, a lungo inviato in Afghanistan come corrispondente del Tg3 e con alle spalle una enorme esperienza di corrispondente estero. Non era cambiato perché, essendo un profondo conoscitore delle dinamiche internazionali e delle guerre che nutrono e pervertono tali dinamiche, la sua voce è una limpida e onesta critica a ciò che le nostre imperfette ma boriose democrazie vanno operando nel mondo con i loro eserciti.

Nico Piro, sul suo profilo Twitter, scrive: "Provo a dare voce a chi non ha voce. Se vuoi la pace, impara a conoscere la guerra."

Edè veramente questo che va detto del suo lavoro e si ritrova in questo libro: accanto a una ricostruzione dei fatti "macroscopici" principali precisa e serrata, in cui i grandi protagonisti della vicenda afghana e le loro azioni vengono descritti punto per punto, fino ad arrivare al ritorno al potere dei Talebani nell'estate del 2021, Nico Piro dà voce anche alle persone di cui poco o niente si parla e che invece sono coloro le cui vite sono state piegate, stravolte e spesso stroncate da una guerra ventennale.

Mohammed Zahr è un insegnante. In un raid notturno dell'esercito regolare, durante la guerra, ha perso quattro familiari. I soldati a caccia di talebani "entravano nelle case per colpire presunti leader talebani, spesso uccidendoli sul posto, massacrando famiglie e quasi sempre persone innocenti". Continui episodi come questo hanno alienato negli anni il supporto della popolazione civile nei confronti dell'esercito straniero e delle stesse truppe afghane regolari, finendo per spianare la strada ai Talebani. Quando Mohammed finisce il suo racconto, il giornalista gli stringe la mano, poi d'istinto lo abbraccia. La sua storia ricalca mille altre dolorose storie e nessuna inchiesta sembra disposta a fare giustizia.

Fatima Khalil, detta Natasha, istruita all'estero ma tornata a Kabul per lavorare nella Commissione per i Diritti Umani, un'istituzione ormai quasi abbandonata dai donatori internazionali ma in cui lei crede fortemente, muore a 24 anni insieme all'autista dell'associazione, l'auto dilaniata da un'esplosione: è il giugno 2020, dopo il negoziato di Doha e prima del ritorno degli studenti coranici al potere.

Daniel Hale "è un ex aviere americano" e sarebbe la fonte di rivelazioni sui raid aerei delle forze speciali americane. Condannato per aver diffuso dati segreti, nella sua arringa difensiva "racconterà degli orrori chirurgici della guerra dei droni [...e dirà: "]Quello che ho fatto è necessario per dissipare la bugia secondo cui la guerra dei droni ci tiene al sicuro, secondo cui le nostre vite sono più preziose di quelle degli altri". Una coraggiosa presa di coscienza che a singoli soldati dotati di umanità accade di avere, ma che il sistema militare non prevede e non tollera.

Zaki Anwari, "promessa del calcio afghano, giocatore della nazionale under 18 [...] Era uno di quei puntini neri in caduta libera nel cielo di Kabul". Uno di quegli esseri umani che si erano aggrappati agli aerei statunitensi in partenza alla fine del ritiro completo delle truppe occidentali, nell'agosto del 2021. Nico Piro ha incontrato il fratello, non i genitori, troppo scossi da questo dolore. Lontano anni luce dallo sciacallaggio della nostra cronaca nera, Nico Piro si avvicina alle persone con rispetto e dà voce al loro dolore, perché noi possiamo leggere queste pagine e capire.

La guerra che l'occidente ha condotto male e concluso peggio lascia macerie, morti e mutilati, un esercito locale inviso a molti, esposto alla pressione incalzante dei Talebani mai del tutto sconfitti e destinato alla resa nel giro di pochi giorni, nonostante le previsioni più ottimistiche (e drammaticamente sbagliate) dell'intelligence americana: gli studenti coranici tornano al potere e l'illusione di democrazia e diritti mai veramente applicati crolla definitivamente.

Sotooda Forotan, quindicenne studentessa invitata a leggere una poesia in una manifestazione dei talebani, a sorpresa legge un appello per la riapertura delle scuole alle ragazze. La sua vicenda commuove l'occidente solo brevemente: un paio di mesi dopo il suo discorso, minacce anonime la costringono a fuggire e vivere in clandestinità.

In mezzo a tanto dolore, questo libro è anche un tributo di amore alla gente afghana e alla loro terra martoriata eppure bellissima. Credo sia importante per tutti noi leggerlo, per capire almeno qualcosa di questa crociata dell'occidente giustificata come guerra al terrore e finita per essere essa stessa il terrore, versando tantissimo sangue su questa terra ferita, per concludersi con il ritorno inesorabile dei Talebani che doveva sconfiggere. Questo è il modo consolidato per concludere le guerre occidentali: l'oblio. Un oblio che questo giornalista non accetta, decidendo di raccontare cosa è accaduto e cosa sta accadendo, provando a dare voce a chi non ha voce.


martedì 15 novembre 2022

Stefano Catone, 1943.

 Stefano Catone, 1943 People 2021


 Questo libro scorre come una sorta di diario, con capitoli che prendono il nome dalla data in cui si svolgono gli eventi descritti, in particolare lungo l'anno 1943.

Nel 1943 è nata la mia mamma e quando gli Alleati bombardarono la zona dove viveva, mentre i Tedeschi in fuga rastrellavano ogni cosa e spesso anche le persone, lei aveva pochi mesi e attaccata al seno della mia nonna passava le ore chiusa nei rifugi antibomba piangendo.

E mentre la mia mamma neonata piangeva, contribuendo all'atmosfera di terrore dentro i rifugi, su al Nord c'erano persone che si ritrovavano a fare scelte che forse non avrebbero mai pensato di fare.

Tutte le persone descritte sono persone reali e le loro vicende ricavate dalle fonti storiche. Di molti si vedono i volti nelle foto d'epoca e si immaginano i loro pensieri dietro lo sguardo.

Molti di loro sono legati dalla montagna, la montagna che rappresenta i valichi tramite cui fuggire alle persecuzioni, magari tramite quelle che sembravano escursioni alpinistiche organizzate da veri alpinisti improvvisati eroi.

Ci sono sportivi, preti, gente comune, c'è perfino una spia inglese che cade nelle mani dei fascisti e riesce a cavarsela due volte.

La persona che più mi è rimasta nel cuore è un uomo del sud, Calogero Marrone, giunto a Varese per aver vinto un concorso pubblico come impiegato e divenuto responsabile dell'Ufficio Anagrafe. Mettendo a rischio la sua vita, decide di adoperarsi per fornire documenti alle persone in fuga. Pagherà per questo, morendo a Dachau.