giovedì 10 ottobre 2013

Mamme che si aiutano, papà che...

Non tutti sanno che nelle comunità di gatti randagetti che si formano spontaneamente in città o nelle campagne abitate la maggior parte dei membri sono femmine. I maschi vi rimangono solo fino a che non sono in grado di riprodursi, epoca in cui si allontanano per dedicarsi alle lotte con i loro pari per la conquista delle femmine. Le femmine invece molto spesso rimangono in questa comunità di mamme, nonne, zie e sorelle, dove i cicli sessuali spesso tendono a sincronizzarsi (udite udite... anche la femmina dell'homo sapiens tende a farlo, quando più donne vivono quotidianamente a stretto contatto) e di conseguenza i parti avvengono più o meno negli stessi giorni. Si forma così una sorta di nursery, in cui la mamma di volta in volta disponibile ad allattare lo fa anche con i cuccioli non suoi e i gattini vivono immersi in una sorta di beatitudine lattifera, di feromoni e ossitocina.
Ho sperimentato che anche le mamme umane, se lasciano un po' perdere l'etichetta e il perbenismo e fanno "gruppo", ammettendo di essere imperfette e di avere bisogno di aiuto, possono godere di grande solidarietà reciproca e respirare questa atmosfera ricca di affetto e ossitocina che si crea nei gruppi di neo mamme, come nei gruppi di sostegno dell'allattamento al seno. Non dico che ci passiamo i bimbi per allattarli a rotazione (anche è capitato che un bimbo che già camminava ha "attentato" al seno di un'altra mamma...), ma di certo la solidarietà tra neomamme aiuta eccome.
Peccato solo che i papà spesso non possano usufruire di altrettanto aiuto. Già la natura non li aiuta come invece fa con la mamma, che è mamma già da 9 mesi di gravidanza ed è immersa in un delizioso e terrificante cocktail di ormoni che il papà assapora solo in parte. Rari sono quelli che condividono con vera sincerità le gioie e i dolori della paternità. Non so se sia per un loro naturale pudore, che nella compagna spesso scompare con l'allattamento al seno, o perché la società li vuole più "tosti tosti" e quindi ammettere fragilità e bisogno di sostegno non va bene di fronte al mondo... Eppure nella nostra specie le cure parentali sono date da entrambe le figure genitoriali... Perché i papà sono così svantaggiati?

martedì 8 ottobre 2013

Mamma

Quanto tempo... quanto tempo che non scrivo!
Scrivere un blog che nessuno segue (ci conto! io non lo pubblicizzo così mi sento più legittimata a scrivere un po' quel che voglio, senza tema di essere noiosa o cattiva) ha l'aria di un diario. Non un diario segreto ma qualcosa di simile.
Da quando i primi di agosto del 2012 abbiamo scoperto che c'era un bimbo in arrivo, inutile dire che la nostra vita è stata rivoluzionata. Sono stati nove mesi molto variegati, con stati d'animo diversi ma prevalenza di aspettativa... e gioia. E preoccupazione. E gioia. Ma soprattutto gioia.
Giacomo è arrivato il 19 aprile scorso, sta per compiere 6 mesi e ormai rotola allegramente sui tappetoni che per lui stendo sul pavimento. Cresce in fretta. Non credo che la nostra mente sia fatta per star dietro alla velocità con cui crescono i nostri cuccioli...

lunedì 30 luglio 2012

Not in my backyard

Siamo alle solite, va tutto bene purché non sia a noi visibile, a noi vicino, per noi fonte di fastidio impossibile da non vedere. Ma se viene fatto oltre i confini (limitati) dei nostri occhi e delle nostre menti, allora va bene! Amici animalisti, che avete splendidi principi e vi battete a scapito della vostra salute e dei vostri soldi contro la sperimentazione animale, sappiate che forse non è saggio scagliarsi contro chi alleva animali da laboratorio solo perché lo fa in Italia, tanto già da un po' pensavano di andare a farlo in altri Paesi dove i controlli sono minori e la manodopera costa meno. Non pensate che il "signor Harlan" avrà una crisi (né monetaria né di coscienza) se dovrà spostare lo stabilimento altrove. La crisi l'avranno le famiglie che dipendevano dal lavoro in quello stabilimento. Sgradevole, ma lavoro legale. In USA esiste il mestiere di eseguire le condanne a morte, ma non necessariamente queste persone saranno orride persone. Avranno una famiglia a cui tornare la sera. Lo stesso i "malvagi sperimentatori" italiani. Ma se vi far dormire più tranquilli che i malvagi sperimentatori italiani vadano ad allungare le schiere dei laureati senza lavoro italiani, mentre le aziende farmaceutiche proseguono l'esodo verso paesi a loro più favorevoli, allora ok, state per ottenere il vostro scopo. Se invece volete una protesta di più ampio respiro, iniziate a comprare prodotti cruelty free, predisponete per donare i vostri organi alla scienza, informatevi e informate. E se proprio non volete nulla che sia stato sperimentato su animali, allora non accettate di ricevere più vaccini, antidolorifici, antibiotici... né voi né i vostri familiari né i vostri animali domestici. Sì perché ogni volta che curo un animale di proprietà di un animalista so che sto somministrando o prescrivendo farmaci che sono stati sperimentati su animali (altrimenti non sarebbero in commercio) e mi chiedo cosa farebbe se glielo dicessi.

mercoledì 30 maggio 2012

Ti cancello, ti blocco, ti...?

Benedetta o maledetta che sia l'era del social network. Chi lo usa per passare il tempo (come me che mi sono invischiata in un gioco sociale...), chi per tenere i contatti, come recitano certi slogan, "con le persone della tua vita" (ma quale vita? vera, virtuale? e dov'è ora la differenza?), chi per lanciare appelli, condividere link a volte di dubbio gusto, creare gruppi e poi disfarli. Detto così è un po' brutto. Forse no, non è così brutto... ma di certo può creare dipendenza, e mi dispiace come a volte fomenti il nostro lato peggiore. Facendoci pensare che se nella vita "reale" si potesse bloccare o bannare la gente con questa facilità, sarebbe tutto migliore. Ma lo sarebbe davvero? Ho bloccato (mai bannato) e sono stata bloccata (bannata, non so) e in entrambi i casi, ammetto nel primo e ritengo nel secondo, per futili motivi. Come futile è tutto questo mondo virtuale. Importante, forse, è solo la gente che ci sta dietro... Se davvero fossimo più attenti a questo, più rispettosi di noi stessi e degli altri, dei sentimenti, della privacy, delle diverse opinioni...

lunedì 30 aprile 2012

Una vacanza è una vacanza se...

...se si vedono cose nuove, ma anche cose già viste, però con lo spirito di vacanzieri, di scopritori, di viaggiatori.
...se la fatica di camminare, alzarsi presto, mangiare in piedi, parlare inglese, non sembra poi così faticosa.
...se la persona che si ama è qui, tutto il giorno, senza altri impegni, senza altri pensieri!

domenica 15 aprile 2012

Cattiveria

Non avrei mai pensato di diventare così cinica e sfiduciata nella gente... Ho iniziato questa professione con tante buone intenzioni, nonostante non fosse la mia prima scelta (sarebbe stato bello rimanere nell'Università, ma il sistema italiano la pensa diversamente), volevo alleviare il dolore degli animali e aiutare così le persone che li accudivano... Ma la mia disponibilità, il buon cuore, la mancanza di coraggio nel chiedere una giusta remunerazione hanno fatto sì che negli anni l'entusiasmo e la buona volontà fossero sostituiti dalla rabbia repressa, dalla delusione, dal cinismo. L'unica cosa che ancora rimane è la tenerezza verso gli animali. Se mai verrà a mancare questa, quello sarà il giorno in cui smetterò. Per adesso, vado avanti, a fatica, collezionando cattiverie ricevute e speranza mai esaudita di rendere pan per focaccia a chi si approfitta del mio tempo, della mia onestà, del mio telefono sempre acceso... Sono grata alle poche persone che ancora dimostrano di apprezzare i miei sforzi anche dal punto di vista umano, ma non posso non pensare che le peggiori batoste le ho prese da chi dichiarava amicizia e grande affetto... disinteressato? Non credo. Ora so che era per avere sconti e visite gratis. Per poi voltare la faccia appena fa comodo.

sabato 14 aprile 2012

Un gattino nero

Un gattino nero è Unga, naturalmente, venuta da non si sa bene quale colonia di gatti, quando ancora aveva bisogno del latte, ed era un cosetto di pelo nero davvero poco bello a vedersi... Le colleghe l'hanno chiamata Luigina dal santo del giorno, come fanno sempre per i trovatelli. Noi, in quei giorni, stavamo cercando casa, e finalmente la promessa che avremmo preso un gattino stava per concretizzarsi. E Cristiano stava per pentirsi un po' di quella promessa...
Sì perché Un-ga..ttino è una creatura tutt'altro che facile, niente coccole per lei, e le fusa quasi non sa cosa siano... Ci tiranneggia dal 2007 e lo fa con grande stile. Noi la amiamo anche per questo.